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FAQ |
A proposito di depurazione dei fumi...
La nuova direttiva europea sull’incenerimento impone agli inceneritori dei limiti d’emissione molto severi. E’ facile rispettare questi limiti con un semplice sistema di iniezione a secco di bicarbonato di sodio ?
SI. Il bicarbonato di sodio trae persino dei grandi vantaggi da questi limiti d’emissione molto severi. Infatti, grazie alla sua altissima efficacia è possibile ottenere l’abbattimento “spinto” degli inquinanti acidi, persino superiore a quanto imposto dalla nuova direttiva. Così, numerose unità per la termovalorizzazione dei rifiuti urbani hanno deciso di optare per una pulizia assoluta, e grazie alla soluzione Neutrec, oggi possono vantare dei livelli di emissioni di HCl e SO2 praticamente prossimi a zero. Numerosi sono gli esempi che lo dimostrano anche di impianti che comunicano in continuo alle autorità i valori di emissione. Il bicarbonato di sodio ha anche permesso più volte di risolvere problemi apparentemente insormontabili nella messa a norma di impianti che utilizzavano altri processi. Poiché il sistema si basa sull’iniezione a secco, la regolazione della temperatura e quella del dosaggio di bicarbonato di sodio sono totalmente indipendenti; ciò fa sì che si possa ottimizzare sia la temperatura che il dosaggio, senza che l’uno influenzi l’altro.
Se i limiti di emissione diventassero più severi, sarebbero necessari nuovi investimenti ?
NO. L’efficacia del bicarbonate di sodio e del processo NEUTREC® per la neutralizzazione delle componenti acide dei fumi (HCl, SO2 ... ) è tale che un eventuale adeguamento a limiti di emissione più severi comporterebbe unicamente l'aumento della portata di bicarbonato di sodio iniettato, in proporzioni che in genere non richiedono nessuna modifica agli impianti.
Esempio concreto di tale flessibilità
E’ vero che il sistema di iniezione a secco di bicarbonato di sodio impone di operare a delle temperature relativamente elevate (più di 160°C) ? Se sì, questo non porta al desiderio di cercare di ricuperare quanto più energia possibile negli inceneritori ?
NO. Innanzittutto, la temperature ottimale raggiunta nel sistema di trattamento dei fumi non è determinata soltanto dal reagente che viene utilizzato. Ad esempio, si raccomanda di lavorare di preferenza a temperature tra i 180 e i 200°C non soltanto per evitare problemi di condensazione degli acidi, ma anche per ottimizzare il rendimento energetico globale dell’impianto (come in presenza di un sistema DENOX catalitico) ; dei calcoli termodinamici dettagliati permettono inoltre di dimostrare che le temperature inferiori rendono il recupero energetico più difficile ed meno efficace.
Per di più, prendendo in considerazione solo il reagente , la gamma di temperatura che garantisce l’efficacia del bicarbonato di sodio va dai 140 °C ai 300 °C, e persino oltre, in determinate condizioni.
Quando bisogna prevedere l'iniezione complementare di carbone attivo? Ciò comporta delle limitazioni nelle condizioni di funzionamento?
L’utilizzo del carbone attivo si colloca nel contesto del rispetto dei limiti in emissione dei metalli pesanti e delle diossine/furani nei fumi.
Il bicarbonato di sodio, opportunamente macinato, è un'efficace assorbente, grazie al fenomeno di attivazione termica; ad ogni modo per il rispetto dei limiti previsti nel DMA 503 o nel DMA 5 febbraio 1998 o nella Direttiva 2000/76/CE, è necessario additivare il bicarbonato di sodio con il carbone attivo (o coke di lignite). Alcuni fornitori di carbone attivo o coke di lignite garantiscono le performance dei loro prodotti quando questi vengono iniettati unitamente al bicarbonato di sodio.
Il carbone attivo e il coke di lignite assicurano la riduzione richiesta dai limiti di emissione quando vengono iniettati a temperature dei fumi inferiori a 200 °C; a temperature più elevate il mercurio è troppo volatile e potrebbe non essere assorbito efficacemente.
Il processo NEUTREC® di depurazione dei fumi assicura il rispetto dei limiti di emissione più recenti per quanto riguarda le diossine e i furani?
SI'. Come sopra indicato, il bicarbonato di sodio opportunamente macinato è un'efficace sostanza assorbente; per rispettare i limiti di emissione più severi relativi alle diossine e ai furani (0,1 ng TE/Nm³) è sufficiente iniettare carbone attivo (o coke di lignite) insieme al bicarbonato di sodio; questo assorbente viene separato dai fumi al livello del filtro a maniche, il quale trattiene anche i Prodotti Sodici Residui; i valori d'emissione osservati possono essere molto inferiori ai limiti mentionati qui sopra.
Le apparecchiature necessarie per l'abbattimento delle diossine si limitano a un sistema di stoccaggio, dosaggio e iniezione del reagente d'assorbimento: non si prevede alcuna ulteriore apparecchiatura oltre a quanto precisato.
Non è previsto il ricircolo dei residui della depurazione dei fumi nel sistema di depurazione per esaurire il reagente non utilizzato?
NO. Il bicarbonato di sodio opportunamente macinato e attivato termicamente presenta una superficie specifica molto elevata, che conferisce una grande efficacia in termini di riduzione delle sostanze inquinanti. Ottimizzando le condizioni di funzionamento, in particolare tramite la regolazione del lavaggio del filtro a maniche e della portata di bicarbonato di sodio, si ottiene una depurazione conforme ai limiti d'emissione più severi, con rapporti stechiometrici inferiori a 1,25. In queste condizioni il bicarbonato/carbonato non reagito è in quantità così limitata da non renderne economicamente conveniente un eventuale recupero, che comporterebbe invece sicure complicazioni impiantistiche.
A proposito di recupero dei P.S.R. ...
Il recupero del P.S.R. nell'industria chimica è una realtà industriale?
SI. Il recupero dei PSR depurati nel settore chimico è già una realtà industriale; qui di seguito due esempi :
- per quanto riguarda la termovalorizzazione dei rifiuti urbani e sanitari, SOLVAY ha messo a punto e lanciato a livello industriale un processo di depurazione dei Prodotti Sodici Residui. L'unità industriale SOLVAL effettua questa operazione sul sito di Rosignano, in Italia. I prodotti sodici di una decina di inceneritori vengono qui trattati e la salamoia depurata viene riciclata come materia prima nella sodiera di Rosignano. SOLVAL ha recentemente ottenuto l'autorizzazione all'esercizio fino a 15kt/anno PSR (quantitativo corrispondente a 1.200 kt di rifiuti urbani termovalorizzati).
- l'impianto di RESOLEST, frutto di un partenariato tra SOLVAY e SITA FD, realizza la stessa operazione in Francia, a Rosières-aux-Salines, e riutilizza i sali depurati alla sodiera di Dombasle.
- per quanto riguarda l'industria dell'alluminio secondario, laddove la fusione avviene sotto scoria salina, la neutralizzazione dell'acido cloridrico produce PSR costituiti principalmente da cloruro di sodio, che possono essere riutilzzati nel bagno dei sali di copertura del metallo fuso, in sostituzione del cloruro di sodio naturale normalmente utilizzato nel processo. L'impianto consuma quindi meno materie prime e non si devono smaltire in discarica utilizzato nel processo. L'impianto consuma quindi meno materie prime e non si devono smaltire in discarica i residui della depurazione dei fumi. Diverse unità industriali funzionano secondo questo principio sia in Italia, sia in Francia.
A proposito del ruolo di SOLVAY…
SOLVAY progetta o vende impianti di depurazione dei fumi con processo NEUTREC® ?
SOLVAY è un gruppo chimico e farmaceutico, e non effettua interventi d'ingegneria; sono pertanto le società d'ingegneria o i clienti stessi a progettare e realizzare tali impianti. SOLVAY peraltro:
- mette a disposizione delle società d'ingegneria il know-how relativo al processo,
- può fornire garanzie sulle prestazioni del reagente,
- fornisce il bicarbonato di sodio necessario alla depurazione dei fumi.
SOLVAY può offrire inoltre una gamma di servizi direttamente sul sito industriale del cliente, nonché effettuare studi sulle possibilità di recupero dei prodotti sodici residui.
Servizi di supporto SOLVAY
Dove si può reperire il know-how per la progettazione e la realizzazione degli impianti di depurazione dei fumi con processo NEUTREC® ?
SOLVAY dispone del know-how relativo al processo NEUTREC® di depurazione dei fumi e lo mette a disposizione di tutte le società d'ingegneria o ad alri operatori del settore interessati. Attualmente la maggior parte della società d'ingegneria attive in questo mercato hanno già proposto e/o realizzato delle installazioni NEUTREC® in Europa. Un operaore del settore può quindi rivolgersi aduna società d'ingegneria di sua scelta per la progettazione e la realizzazione della propria installazione.
Dove e presso quali impianti si effettua la depurazione dei Prodotti Sodici Residui destinati al riciclaggio?
Fatta eccezione per i casi di 'recupero diretto', la depurazione dei Prodotti Sodici Residui destinati al recupero va in genere effettuata in unità dedicate di dimensioni tali da beneficiare dell'effetto di scala; ciò vale in particolare per i PSR, derivanti dalla termovalorizzazione dei rifiuti urbani, da depurare e riciclare nella produzione di carbonato di sodio. Un esempio sono le due unità industriali di SOLVAL e RESOLEST . La realizzazione di piattaforme di depurazione dei PSR sarà in generale effettuata in partenariato con operatori del settore.
In caso di ulteriori domande, non esitate a contattarci.
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