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Solval

SOLVAL: primo impianto industriale di valorizzazione dei residui di depurazione dei fumi al bicarbonato di sodio.

Solvay ha industrializzato dall’aprile del 1998 una tecnologia originale di depurazione che permette una effettiva valorizzazione dei prodotti sodici residui derivanti dalla depurazione dei fumi al bicarbonato di sodio. Grazie a questa tecnologia è diventato possibile riutilizzare questi sali di depurazione dei fumi come materia prima nella fabbricazione del carbonato di sodio.

L’unità SOLVAL di Rosignano (Italia) è stata concepita inizialmente come pilota di dimostrazione. Tuttavia, sin dalla sua entrata in esercizio, è diventata un vero e proprio impianto industriale. SOLVAL si fa anche carico della depurazione e la valorizzazione dei residui depurati dei fumi di vari inceneritori italiani ed è riconosciuta come un partner affidabile e competitivo, che offre agli operatori degli impianti d’incenerimento un servizio innovativo e in linea con lo Sviluppo Sostenibile.

Sinteticamente, dal punto di vista tecnico, SOLVAL riceve dagli inceneritori i sali che derivano dalla neutralizzazione dei fumi con il bicarbonato di sodio. Questi sali sono composti soprattutto da cloruro di sodio, una delle materie prime alla base della fabbricazione del carbonato di sodio tramite processo Solvay. Tuttavia, questi sali sono impuri. Il ruolo di SOLVAL è appunto quello di depurarli separandoli da tutte le impurità che contengono. I lavori di ricerca condotti da Solvay hanno portato ad un processo di depurazione estremamente performante, brevettato, che produce una salamoia perfettamente depurata e completamente conforme alle specifiche delle materie prime della sodiera. Le impurità sono contenute in un residuo ultimo che è inviato in una discarica controllata come rifiuto ultimo.

Caratteristiche dell’impianto SOLVAL:

Localizzazione: a Rosignano in provincia di Livorno (Italia) in prossimità della sodiera SOLVAY verso laquale viene inviata la salamoia depurata tramite tubature.

Data dell’entrata in servizio: aprile 1998

Gestione: impianto gestito dalla società SOLVAL, filiale al 100% di SOLVAY e creata per la messa in opera di questa prima unità di dimostrazione.

Capacità di trattamento: dai 2.800 t/anno al momento della sua entrata in servizio è passato oggi ad una capacità pari agli oltre 10.000 t/anno di trattamento dei prodotti sodici residui (cloruro di sodio, solfato di sodio, carbonato di sodio,…); ciò corrisponde all’incenerimento di circa 560 kt annui di rifiuti urbani.

SOLVAL tratta soltanto prodotti sodici residui derivanti dalla depurazione dei fumi al bicarbonato di sodio negli impianti dotati di doppia filtrazione.

Dall’idea nata in laboratorio fino all’industrializzazione: un po’ di storia.

I primi lavori verso la concezione dell’applicazione di questa tecnologia da SOLVAL risalgono all’epoca della nascita del processo NEUTREC®, negli anni 90, per rispondere alla sfida della depurazione e la valorizzazione industriale dei residui sodici derivanti dalla depurazione dei fumi.

In seguito a delle prove concludenti in laboratorio e nell’impianto pilota, l’unità SOLVAL è stata concepita nel 1995 come dimostrazione della fattibilità di un simile progetto a livello industriale.

L’autorizzazione alla gestione/esercizio dell’impianto è stato ottenuto nell’aprile del 1998. A partire da questa data, l’unità d’incenerimento di Reggio Emilia ha iniziato a servirsi dei servizi di SOLVAL per il riciclo di tutti i suoi prodotti sodici residui, e la sodiera di Rosignano ha iniziato ad utilizzare i sali depurati da SOLVAL come parte delle sue materie prime. La sfida dell’impianto era stata accettata!

In seguito, nuovi clienti hanno seguito lo stesso esempio, tra cui Coriano (settembre 1998) e Padova (1999).

Nel 2002, SOLVAL ha trattato a livello industriale oltre 5.000 t di PSR e si sta preparando ad aumentare la capacità dei suoi trattamenti!

Un contributo riconosciuto alla protezione dell’ambiente.

Nel corso della sua breve storia, SOLVAL ha già ricevuto vari premi:

  • Il 22 febbraio 1999, SOLVAL ha ricevuto il premio INCA (Consorzio Interuniversitario Chimica per L’ambiente) la sua tecnologia che contribuisce alla preservazione e al rispetto per l’ambiente.
  • Il 3 marzo 2000, SOLVAL è stata premiata dalla regione Lombardia per il suo processo atto a ridurre l’impatto ambientale.
  • Il 3 luglio 2001, a SOLVAL è stato consegnato dal Ministro italiano dell’Ambiente e dal Presidente di Legambiente - la più importante associazione italiana per la difesa ambientale - il premio “Innovazione rispettosa dell’ambiente” in occasione dell’evento “Ambiente 21° secolo” tenutosi a Milano. Tale premio ha ricompensato la capacità di SOLVAL di depurare, valorizzare e trasformare in materie prime (detta salamoia) 15.000 tonnellate annue di residui derivanti dalla depurazione dei fumi industriali.

 

Per saperne di più sul processo :

PROCESSO - RICICLAGGIO DEI RESIDUI

Di seguito una breve visita guidata di SOLVAL:

 

I prodotto sodici residui (PSR) vengono trasportati via camion dall’inceneritore fino a Rosignano. In seguito vengono scaricati e si provvede allo stoccaggio in silo (4 silo, due all'esterno, due all'interno).

 

 

Camion

 

Al loro arrivo sul luogo dell’impianto, si analizzano i PSR in laboratorio per controllare che la loro composizione corrisponda alle specifiche di SOLVAL.

 

Laboratorio

 

I PSR vengono di seguito dissolti nell’acqua in 2 dissolutori (1,2 m³) a pH controllato e in presenza di additivi specifici che fanno precipitare i metalli pesanti. Si ottiene così un brodo: i sali vengono dissolti e le sostanze insolubili rimangono in sospensione. Il brodo viene quindi stoccato in un contenitore-tampone nell’attesa della filtrazione.

 

 

Dissolutore

 

Poi il brodo viene inviato verso una filtropressa (di 32 m³) che separa il liquido dal solido: il liquido consiste nella salamoia quasi pura e il solido (pannello di filtrazione) contiene tutte le impurità.

 

Filtropressa

Pannello di filtrazione

 

Il pannello di filtrazione viene trasportato via camion per essere eliminato in discariche controllate.

 

Trasporto del pannello di filtrazione

 

La salamoia deve a questo punto essere sottoposta ancora ad alcune fasi di purificazione finale prima che possa essere accettata dalla sodiera. Passa successivamente attraverso un filtro a sabbia che trattiene eventuali tracce di materia in sospensione, poi in una colonna di carbone attivo che assorbe i componenti organici eventualmente presenti.

 

 

Filtro a sabbia e colonna di carbone attivo

 

Le ultime tracce di metalli pesanti sono infine eliminate in 2 colonne di resine a scambio ionico: all’uscita di queste colonne, la salamoia è completamente depurata e la sua purezza viene controllata in continuazione da un analizzatore.

 

 

Colonne di resine a scambio ionico

Analizzatore

 

La salamoia depurata viene poi stoccata in un contenitore per essere sottoposto ad un controllo finale prima di essere inviata verso la sodiera tramite tubature. Là, viene raccolta in una  riserva per lo stoccaggio della salamoia depurata. Essa rappresenta all’incirca il 0,5% dell’approvvigionamento in sale della sodiera.

 

Contenitore di stoccaggio della salamoia

Tubature (sullo sfondo, SOLVAL)

 

SOLVAL è anche una piccola unità che rispetta l’ambiente: non produce alcun effluente liquido. Tutti i liquidi, persino le acque utilizzate per la pulizia dell’edificio, vengono raccolti e riciclati come acqua di dissoluzione dei PSR.

 

Riserva di salamoia depurata

Per riassumere, qui di fianco alcuni campioni che mostrano i diversi prodotti, da sinistra a destra:

  • i residui primi ricevuti dall'inceneritore
  • il brodo ottenuto in seguito alla dissoluzione dei residui primi
  • la salamoia depurata
  • i residui ultimi

 



 



 


      


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Ultimo aggiornamento: 25/2/2010